Indagini geognostiche e geofisiche

Prove penetrometriche dinamiche medie (dpm 030)

Consistono nell’infissione di una punta conica del terreno per mezzo della progressiva battuta di una batteria di aste.
Grazie alla possibilità di un trasporto manuale dell’attrezzatura, è possibile realizzarle in porzioni di territorio relativamente impervie e non accessibili per le strumentazioni su ruote o cingoli.

La loro elaborazione, interpretazione e visualizzazione grafica consente di parametrizzare il suolo attraversato in maniera continua, permettendo di avere un raffronto sulle consistenze dei vari livelli attraversati ed una correlazione diretta con eventuali altre prove in situ.

Prospezioni sismiche a rifrazione

Utilizzate per indagare areali relativamente estesi, forniscono una visione bidimensionale della stratigrafia del terreno.
Si eseguono stese a 12 e 24 canali, con ricevitori (geofoni) da 4,5 e 14 Hz per una profondità di investigazione di circa ⅓ ÷ ¼ della lunghezza dello stendimento geofonico.

Sono tecniche non invasive che sfruttano la propagazione delle onde P nel sottosuolo.
Restituzione dei dati in tomografia sismica, mediante software Rayfract, la quale consente di constatare la progressiva compattazione e geometria degli strati e l’eventuale presenza di sistemi di fratture nel substrato roccioso.

Prospezioni sismiche masw

Tecniche non invasive che permettono di individuare il profilo di velocità delle onde di taglio Vs, sulla base delle misure delle onde superficiali, prevalentemente onde di Rayleigh, mediante l’utilizzo di geofoni da 4,5 Hz.

Si eseguono stese multicanali, con ricevitori (geofoni) da 4,5 Hz per una profondità di investigazione di circa ½ della lunghezza dello stendimento geofonico più la distanza di battuta degli shots.
Restituzione dati mediante software SeisImagerSW (Geometrics, Canada) e calcolo del parametro Vs30.
Usate laddove esistono degli spazi lineari relativamente ampi (> 50 metri) e dove il rumore antropico e di fondo è basso.

Prospezioni sismiche mam (remi)

Tecniche non invasive che permettono di individuare il profilo di velocità delle onde di taglio Vs, sulla base delle misure delle onde superficiali, prevalentemente onde di Rayleigh, mediante l’utilizzo di geofoni da 4,5 Hz.
Si eseguono stese multicanali, con ricevitori (geofoni) da 4,5 Hz per una profondità di investigazione circa equivalente alla lunghezza dello stendimento geofonico.

Restituzione dati mediante software SeisImagerSW (Geometrics, Canada) e calcolo del parametro Vs30.
Usate laddove esistono degli spazi lineari e non lineari anche ristretti e dove il rumore antropico e di fondo è alto. Vengono registrati dai geofoni i microtremori generati dal rumore di fondo. Non occorre quindi energizzare una sorgente sonora con mazza battente o mini cariche esplosive come per le prove MASW.